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10 Domande a...... questo il titolo di questa sezione,ci ho pensato molto e alla fine mi sono detto " si fanno tante parole,tanti sentito dire, perché allora non chiedere direttamente quello che mi interessa???"
Ho allora contattato le persone che per esperienza di gioco, di collezione o di trascorsi potevano rispondere ai miei dubbi, nessuno si e' tirato indietro e non posso fare altro che ringraziare chi mi ha dedicato il suo tempo,mettendo a disposizione di tutti questa importantissima risorsa.
Oggi parliamo con Marco de Angelis, il Signor Profibase, inventore e realizzatore delle famose basi professionali, sempre presente ai Tornei con il suo stand e soprattutto con la sua esperienza e professionalità.

Nella fotografia da sx Bolognino, De Angelis e Simone Bertelli.
1)Conoscere e innamorarsi del Subbuteo è stata per tutti una bella esperienza ci racconti la tua?
Era il 1972, a Natale mi feci regalare la Continental Club Edition, ne avevo visto la pubblicità su Topolino. In seguito acquistai diverse squadre, giocavo solo con amici o da solo, non partecipai se non una sola volta all’attività agonistica. Poi le ragazze, le motociclette, la musica rock ed insomma abbandonai il gioco, pur conservandolo gelosamente. La riscoperta a 30 anni circa, facendo un regalo a mio nipote, proprio con qualche anno di anticipo la stessa storia che accade ai giorni nostri con zeugo che appunto viene acquistato da papà e zii per i propri figli e nipoti.
2)La questione materiali ti vede coinvolto, uno sviluppo costante, nuove plastiche, altezze,diametri,muretti,smussi,basi personalizzate che portano i nomi dei più celebrati campioni…stiamo esagerando o è la strada giusta?
La creazione delle basi professionali per il subbuteo/cdt ha rivoluzionato il gioco, rendendolo molto più spettacolare. La riscoperta attuale del gioco senza tale spettacolarità non ci sarebbe, ma sarebbe solo un fatto di nostalgia. La spettacolarità invece assicura al calcio da tavolo come sport un futuro e l’elemento della nostalgia, destinato a passare, non ha più alcun rilievo nel cdt come sport. I nuovi materiali sono funzionali all’aumento della spettacolarità, precisamente come in qualsiasi altro sport. Già la base zeugo rappresenta un passo in avanti enorme rispetto a quanto esisteva prima a livello commerciale. Passando poi al livello agonistico è evidente che si debba fare ancora di meglio di un’ottima base commerciale universalmente valida, per cui la produzione deve arrivare in linea di principio a creare per ogni campione proprio la base individualmente adatta a lui, chiaramente ciò non è mai realizzabile al 100%, ma questo dev’essere il fine da perseguire, proprio come in altri sport, dove di certo i campioni non vanno a comprare l’attrezzo sportivo nel negozio sotto casa.. Chi tra i giocatori ha capito il valore del mio discorso e ha avuto fiducia nella mia capacità di mettergli a disposizione una base proprio secondo i suoi desideri, alla fine è stato premiato con titoli di grande importanza (coppe del mondo, campionati nazionali, innumerevoli grand prix etc.), ne è venuto poi da sé di dare a quel tipo di base il nome del campione che l’ha resa famosa.
3)Sei il Papà dello Zeugo che hai fortemente voluto, nei Toys dove solitamente lo vedo è molto presente ma soffre il posizionamento, e una sicura mancanza di pubblicità, il prodotto per un gioco semiprofessionale è ottimo,con accessori vari a disposizione, cosa manca per diffonderlo in maniera capillare?
Questo è un discorso di tipo commerciale sul quale io non ho alcun potere, in quanto Zeugo è prodotto dalla Parodi di Genova, di cui io sono solo il consulente tecnico. Per il futuro bisogna pensare ad un prodotto che venga pubblicizzato in modo diverso, molto più aggressivo, non in concorrenza con Zeugo, ma piuttosto un suo perfezionamento a livello di articolo sportivo, mentre Zeugo è un ottimo giocattolo.
4)Con le tue basi giocano campioni di grosso calibro, che sicuramente ti chiedono un prodotto molto personalizzato,ci sveli qualche segreto?
Il primo segreto è emozionarsi quando si produce una base. Se si prova questa emozione, come tu sicuramente la provi quando dipingi una squadra, allora sarà l’amore a farti vedere quel che altri non vedono, a farti capire quel che altri non capiscono, a farti ideare quel che altri mai ideerebbero. La produzione di una base è un’esperienza tra l’erotico ed il mistico, è un’esperienza erotica in quanto le forme di una base per noi appassionati del subbuteo/cdt ci affascinano (quasi) quanto le belle forme di una donna, è mistica in quanto anche nella produzione di un oggetto apparentemente semplice come una base bisogna cercare e raggiungere la perfezione, ossia l’equilibrio e l’armonia tra le varie prestazioni (giro, aggancio, pallonetto, scorrimento) proprio come nella natura c’è equilibrio ed armonia tra le sue varie componenti (per es. l’alternarsi del giorno e della notte o delle stagioni etc.) La bellezza delle forme e l’armonia delle prestazioni, il tutto come risultato di una forte emozione, ecco questo è il segreto.
5)Sei ormai un personaggio di lungo corso nel mondo del Subbuteo/Cdt e la domanda del riconoscimento da parte della FISCT al CONI e’ praticamente d’obbligo, la tua opinione?
Oggi si deve lottare per la sopravvivenza del subbuteo come calcio da tavolo tra i ragazzi. Non vedo come un’attività che rischia di scomparire dalla faccia della terra possa soltanto pensare ad essere riconosciuta dal CONI. Oggi dobbiamo in grande umiltà lavorare quotidianamente alla promozione del gioco e lottare per ogni iscrizione di un giovane, sottraendolo a videogame e ad altri sport. Un umile lavoro quotidiano, ecco quel che ci aspetta nei prossimi anni. La creazione delle basi professionali con Profibase e poi quella di un buon prodotto commerciale con Zeugo sono state insieme alla creazione della federazione mondiale e di quelle nazionali le premesse per la diffusione del gioco tra i giovani, che sarà la sfida dei prossimi 10 anni. Se vinceremo questa sfida e riusciremo ad avere una federazione con alcune migliaia di iscritti giovani, allora potremo anche parlare di riconoscimento. Lo sviluppo degli ultimi 2-3 anni lascia ben sperare, ma siamo solo all’inizio di una lunga battaglia per la sopravvivenza del subbuteo come calcio da tavolo sportivo, ed assolutamente non abbiamo vinto tale battaglia. Colgo qui l’occasione per salutare e ringraziare tutti i promotori del calcio da tavolo, ossia quegli adulti che vediamo poi presentarsi ai tornei seguiti da gruppetti di ragazzini e che rendono possibili i tornei under. Oggi sono loro i veri protagonisti, sono loro in trincea e purtroppo sono del tutto abbandonati. Ecco, anziché pensare al CONI, si pensi a sostenere anche economicamente questi soldati del cdt, se si sopravviverà il merito vero andrà tutto a loro.
6)Il tuo sito internet ( www.profibase.eu ) e’ molto curato e accattivante, hai fatto un grosso salto di qualità nell’ultimo anno, internet per l’attività che svolgi e’ fondamentale o la tua forza e’ ancora la presenza ai Tornei dove hai un rapporto più diretto?
Internet serve a “pescare” nuovi giocatori e poi trasformarli in iscritti. Ci sono dappertutto in Italia quelli che chiamo “giocatori dormienti”, ossia ex-giocatori che opportunamente stimolati ritornerebbero al gioco o anche giovani che neanche conoscono il gioco ma, se lo conoscessero, ci giocherebbero. Ecco, internet serve a raggiungere queste categorie di persone, le quali magari fanno una ricerca in google per es. digitando “subbuteo” o calcio da tavolo” e così pervengono al sito, il seguito poi non è tanto la vendita, quanto soprattutto il riuscire a farli appassionare. La vendita è un elemento essenziale per farli giocare, è un mezzo non un fine, se si vede la vendita come un fine allora non si è capito nulla del senso “filosofico” del subbuteo, del suo valore pedagogico. Per quanto mi riguarda però la vendita diretta, sostenuta dalla mia consulenza sul quel mezzo campo che gira per l’Europa e sul quale hanno posato il loro dito magico tutti i campioni, è assolutamente insostituibile, lì do il meglio di me stesso e quello è il momento in cui personalmente, pur non giocando praticamente più, mi sento parte integrante della nostra bellissima comunità di appassionati del “gioco più bello e completo che ci sia mai stato nella storia dell’umanità” (consentimi questa espressione altisonante ma nella quale fermamente credo).
7)Da molti dei tuoi interventi scritti e aiuti ai club che hanno settori giovanili mi e’ parso di capire che ci tieni parecchio ai ragazzi, se la nostra generazione fallirà questo obbiettivo non lasceremo nulla? Il Subbuteo rimarrà solo una cosa per collezionisti senza il giusto ricambio?
A questa domanda ho risposto prima: lavorare per i ragazzi è oggi tutto, l’essenza del lavoro di oggi per il subbuteo/cdt. Il collezionismo non mi ha mai interessato, pur comprendendone il valore intrinseco, personalmente la considero una cosa morta, a me piace ciò che è vivo ed attuale, ancor più ciò che verrà domani. Ed il domani sono i nostri ragazzi ai quali noi abbiamo il dovere supremo di trasmettere la passione per il gioco, se vogliamo sentirci noi stessi dei veri “subbuteisti”.
8)Recentemente Alberto Colli ( Bertu) ha con un annuncio che ha lasciato tutti abbastanza spiazzati, un rallentamento pesante della sua attività, senza collaboratori è difficile sostenere il ritmo,tu come ti organizzi visto che sei uno dei più longevi?
Il problema di Alberto riguarda l’applicazione delle decal. Questo è l’unico lavoro per il cdt che effettivamente richiede un’enorme quantità di ore di lavoro umano. Diciamo che un set di 12 omini, se fosse venduto ad un prezzo “giusto” per i parametri orari che abbiamo noi in Europa, dovrebbe essere venduto tra i 150 e 200 euro, esso viene invece venduto intorno ai 40-50 euro. Si capisce che chi per passione o altro applica le decal prima o poi cede, non lo fa più. Personalmente ho diversi collaboratori che lavorano bene e molto e fino ad oggi sono riuscito ad avere una produzione quantitativamente elevata (sono l’unico che si presenta ai tornei con circa un centinaio di squadre già pronte) e qualitativamente ottime, ho due tipi di prodotti, omini più economici non con tutte le decal (per es. niente su pantaloncini e calzettoni) e omini più cari con decals dappertutto. L’importante è avere più collaboratori, non uno solo. Bisogna organizzarsi in modo quasi industriale, ormai oggi non si può più produrre come si faceva prima, in modo seriale, dunque un pezzo per volta, ma bisogna farlo in modo parallelo, dunque mentre si fa una cosa un collaboratore ne deve fare un’altra ed un altro collaboratore un’altra ancora. Siamo molto vicini alla necessità che chi produce materiale per il calcio da tavolo abbia una vera e propria piccola azienda con degli impiegati. Il singolo appassionato che produce una squadra dopo l’altra non può più resistere in un’attività che per fortuna sta prendendo piede e per la quale si sta formando un vero e proprio mercato. Quando mi presento ad un torneo con un centinaio di squadre di livello professionale già pronte, bisogna sapere che dietro quelle squadre c’è materiale plastico di provenienza tedesca, basi elaborate in Germania ed in Emilia Romagna, omini creati in Lombardia, decals applicate in Germania da diversi specialisti, cover create in Calabria, il tutto viene assemblato in Liguria, questo solo per parlare di basi ed omini, lasciando perdere gli altri materiali (lucidi creati in Spagna, portieri anche in Lombardia da diverse aziende etc.). Insomma per i prodotti professionali siamo ad un altissimo livello di produzione, che è molto complicato altrimenti non si riuscirebbe ad accontentare giocatori di livello, campioni che sanno benissimo quel che vogliono.
Dunque, c’è bisogno di una vera e propria organizzazione imprenditoriale, chi non ci riesce è destinato a non farcela più, pur essendo bravissimo. Io sono sicuro che Alberto ha ora solo un momento di crisi dovuto al fatto di sentirsi sovraccaricato dal lavoro, segno che ha lavorato bene in passato, ha bisogno solo di riorganizzarsi in modo imprenditoriale e tornerà più forte di prima a farmi concorrenza, una concorrenza leale, la sua, che mi onora e mi stimola ogni giorno. Naturalmente Alberto sa che in qualsiasi momento può chiamarmi e si può collaborare, non avrei alcun problema ad aiutarlo a superare questo momento di difficoltà.
Ecco su questo punto spenderei ancora una parola: Nell’ultimo anno ho collaborato con Claudio Dogali di Extreme Works, ottimo produttore e creatore di cose nuove e belle. Se noi produttori creativi (dunque mi riferisco a quelli che si emozionano e producono con passione, non ai semplici rivenditori di cose ideate da altri) ci uniamo e collaboriamo, sicuramente possiamo poi concentrare tutte le nostre forze unite sulla promozione, che è la vera e propria sfida del futuro. Mi auguro che ciò accada e da parte mia la porta per i produttori creativi è sempre aperta.
9)Sicuramente hai un nuovo prodotto che stai studiando ci dai un’anticipazione? Cosa bolle nel pentolone?
Sì, una cosa molto importante, il compimento di tutto quel che è stato fatto da me fino ad oggi. Ma lasciamo che sia il tempo a rivelare di cosa si tratta.
Ho anche in cantiere delle basi per il circuito classic, mi sono state richieste da vari giocatori e quindi ho pensato di mettere a disposizione del materiale professionale anche per questo giro.
10)Per aiutare i tuoi clienti che volessero farti domande o provare le tue basi, a quali manifestazioni sarai presente nel prossimo futuro?
In questo mese a Roma l’11, a Vignale Monferrato il 18, ad Ascoli il 25. Ti ringrazio per le domanda intelligenti che mi hai voluto fare, spero di aver dato delle risposte che possano risultare interessanti ai tuoi lettori.
Grazie a te per il tempo che mi hai dedicato. Rimaniamo in attesa delle novità che sicuramente a breve ci proporrai.
Alex Rota. |