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3 visitatori online| Stefano de Francesco |
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10 Domande a...... questo il titolo di questa sezione,ci ho pensato molto e alla fine mi sono detto " si fanno tante parole,tanti sentito dire, perché allora non chiedere direttamente quello che mi interessa???" Ho allora contattato le persone che per esperienza di gioco, di collezione o di trascorsi potevano rispondere ai miei dubbi, nessuno si e' tirato indietro e non posso fare altro che ringraziare chi mi ha dedicato il suo tempo,mettendo a disposizione di tutti questa importantissima risorsa. La prima non poteva che essere per lui, Stefano de Francesco Classe 1959 Abruzzese di nascita ma Perugino d'adozione, uno dei giocatori più longevi e vincenti del Subbuteo nostrano. Ricopre la carica di Vice Presidente della FISCT ( Federazione Italiana)ed è un sicuro protagonista dei maggiori successi del Subbuteo Club Perugino di cui fa parte.
A dx Stefano de Francesco, al centro Daniel Tatarsky, a sx Andrea Piccaluga il 05/09/2008.
1)Ciao Stefano ci spieghi come e’ nato l’amore per il Subbuteo?
Avevo visto una pubblicità del Subbuteo su una rivista per ragazzi che si chiamava “Il Giornalino” e da quel momento avevo iniziato un pressing a tutto campo su mia madre nel tentativo di farmelo regalare per Natale. Purtroppo le finanze della nostra famiglia non permettevano un regalo così importante e mi ero quasi rassegnato ma per fortuna intervenne una mia zia con cui ero molto legato che visto quanto era forte il mio desiderio intervenne in prima persona facendomi il bambino più felice del mondo regalandomi una strepitosa e per me irraggiungibile Club Edition. Da quel giorno è iniziato un amore che dura ancora oggi.
2) Non posso non chiederti quali e quanti sono i tuoi titoli individuali e a squadre e la vittoria più bella.
Sono stato sette volte campione del mondo a squadre con l’Italia e ho vinto il titolo mondiale nella categoria Veteran in Inghilterra nel 2003. Con la nazionale detengo due record a cui tengo molto. Sono il giocatore con il maggiore numero di presenze in nazionale open di tutti i tempi e sono anche quello che detiene il record di imbattibilità più lungo con la maglia azzurra open, da Settembre 1999 (finale Italia-Belgio 2-1 sconfitta con Delogne 1-2) a Settembre 2004 (finale Italia-Belgio 2-1 sconfitta con Hanotiaux 2-3). Ho vinto tre titoli italiani individuali e sei a squadre, due Coppa Italia individuale e cinque a squadre, due Master italiani, due major individuali (Elbeuf e Mattersburg) oltre a una quindicina di tornei internazionali e circa un centinaio di tornei nazionali. Sono soddisfatto di quello che ho raggiunto in carriera anche se spero di migliorare ancora. La soddisfazione più grande è quella di avere portato la mia squadra l’Associazione Calcio Subbuteo Perugia 1973 a essere il club italiano più vincente di sempre in Italia e secondo solo a Mattersburg nel mondo. Il mio obiettivo prima di ritirarmi è quello di superare gli austriaci e portare Perugia sul tetto del mondo. Le vittorie sono tutte belle ma se devo ricordarne alcune penso al primo scudetto con Perugia nel 1986. Giochiamo a Genova alla Fiera di Primavera contro i padroni di casa. Tutta la federazione composta nella quasi totalità da genovesi e la famiglia Parodi aspettano trepidanti il primo scudetto di Genova. Siamo quasi un agnello sacrificale. Al primo turno io batto Paolo Zappino 3-2 e Fabio Belloni perde 1-2 con il grande Davide Massino, subendo la rete decisiva nell’ultimo minuto di gioco. Il nostro Junior Franceschino Patrono (che oggi scrive testi per Ligabue) supera secco Fabio Malvaso e ci porta in vantaggio. Nell’ultimo turno Belloni e Zappino pareggiano, mentre Massino mi supera portando la sua squadra allo spareggio, infliggendomi l’unica sconfitta del campionato. Ricordo che c’erano centinaia di persone attorno a quel tavolo, richiamate a gran voce dallo speaker che annunciava Genova vicino allo scudetto. Arbitro dell’incontro era Renzo Frignani coadiuvato come guardialinee da Alessandro Benedetti. Noi eravamo arrivati a Genova in una quindicina di persone, e i miei compagni di club erano tutti insieme proprio dietro la porta di Davide Massino. Il primo tempo si chiude 0-0. Nella ripresa mi porto in vantaggio con un bellissimo tiro al volo e a tre minuti dalla fine in contropiede mi procuro un back al limite dell’area di tiro. Renzo riposiziona le miniature, accosto la palla e mi fermo un attimo a guardare i miei compagni. Non dimenticherò mai per tutta la vita i loro occhi. Un attimo di concentrazione e poi la rete che chiudeva nei fatti l’incontro e ci consegnava lo scudetto. Gli abbracci, la gioia di quel giorno mi danno emozioni anche a distanza di vent’anni.
3)Hai visto giocare tutti i più grandi campioni,molte volte affrontandoli, se ti togli dalla classifica quali sono i tre migliori di tutti i tempi?
Ne indico quattro dividendo l’epoca del subbuteo da quella del calcio tavolo. Nell’epoca del subbuteo, senza dubbio Renzo Frignani e Davide Massino. In quella del calcio tavolo Massimo Bolognino e Massimiliano Nastasi.
4) Il Subbuteo/Calcio da Tavolo in Italia vive una nuova giovinezza, televisioni,giornali, tornei a livelli possiamo dire a livelli quasi professionali, come la coppa Italia di Chianciano Terme con 400 spettatori sugli spalti del palazzetto, con alcuni giocatori retribuiti si e’ parlato di cifre importanti come la vedi?
Per me pagare un giocatore per giocare a calcio da tavolo è una idiozia. D’altra parte con i propri soldi ognuno fa ciò che vuole ma la storia e le vittorie del Perugia stanno lì a dimostrare che non c’è bisogno di denaro per raggiungere risultati importanti. Da noi i soldi in più sono sempre stati usati per aiutare i ragazzi che non vengono da famiglie benestanti o per aiutare qualche giocatore giovane che non ha ancora lavoro. .
5) Torniamo un attimo al passato, cosa mi dici di quella giornata passata a Manesseno nel magazzino della Parodi?
Era il Settembre del 1979 e fui convocato per la prima volta in nazionale. Saremmo andati in autobus a Rochefort in Belgio e arrivammo a Genova nel pomeriggio del giorno prima. Arrivammo in quel magazzino e ci dissero che potevamo sceglierci una quindicina di giocatori aprendo le varie scatole. Quelle muraglie di scatole verdi ………………. che giornata!!!
6) A Mantova abbiamo passato una bellissima giornata di Subbuteo con la presentazione del libro di Daniel Tatarsky e un bellissimo Torneo dove hai avuto dopo 25 anni, la rivincita di un Campionato Italiano da Andrea Piccaluga..con almeno 50 spettatori attorno al campo, e ragazzini impazziti che ci tempestavano di domande, pensi che queste occasioni possano portare ancora i ragazzi al Subbuteo? A Perugia avete un settore giovanile di grande prestigio come fate? Quale futuro?
Il Festival della Letteratura di Mantova con l’appuntamento serale di gioco è stato davvero divertente. Io sono sicuro che il Subbuteo ha ancora una grande presa sui ragazzi. Quello che manca è la diffusione e la penetrazione che aveva il gioco negli anni settanta ed ottanta. A Perugia cerchiamo di fare promozione e di coinvolgere i ragazzi insegnando loro a giocare. Il 4 Gennaio terremo la Supercoppa in un grande centro commerciale e sarà l’occasione per farci conoscere da tanti altri ragazzi. Sono sicuro che un rilancio del gioco fatto in maniera seria da un azienda con una buona penetrazione sul mercato potrebbe ricreare le condizioni per un nuovo boom del Subbuteo. Ovviamente parliamo di numeri e coinvolgimenti differenti rispetto a quelli che abbiamo vissuto noi.
7) Oltre che giocatore di livello sei anche collezionista di pezzi da invidia, quale fra quelli che possiedi è il tuo preferito?
Uno Sheffield New Footy del 1929 completo, con basi di piombo e figure di carta. Ogni tanto me lo riguardo e scopro sempre nuovi particolari.
8) A questa domanda non puoi sfuggire…..come va il Subbuteo Classic? Nuovi progetti?
Il Subbuteo Classic è la risposta della Federazione a tutti quegli appassionati che hanno amato il vecchio subbuteo e lo amano ancora. Il primo anno è stato buono per capire se c’era un interesse, quello in corso sta consolidando un certo numero di appassionati. L’idea sarebbe quella di creare un circuito unico anche con altre sigle che invece per piccoli interessi di bottega preferiscono coltivare il proprio orto. Alla fine spero che si arriverà a questa unione con la creazione di un movimento subbuteo autonomo dalla Federazione di calcio tavolo ma che ha con questa un rapporto collaborativo e non conflittuale.
9) A Perugia siete molto attivi e organizzati ci sono parecchi giocatori di ottimo livello….ma il tuo erede?
L’erede lo avrò quando non giocherò più!!! Per ora dico che dopo di me è arrivato Massimiliano Nastasi che ha raggiunto risultati straordinari. Stefanino Buono sta crescendo molto e sono convinto che raggiungerà in breve tempo l’Olimpo dei supercampioni. Dopo di loro che sono certezze e parlando dei nostri ragazzi sono convinto che Andrea Manganello e mio figlio Antonio ci daranno tantissime soddisfazioni. Lo scudetto a squadre Primavera che hanno conquistato è una delle gioie più grandi degli ultimi due anni.
10) La domanda a chi come te lo ha conosciuto….due parole su Edilio Parodi.
E’ una domanda non facile. L’affetto che ho avuto per lui nei primi anni di gioco ha dovuto fare i conti con la conflittualità che si creò in occasione del tentativo di Mario Giudici di creare la F.I.C.T. la prima federazione di calcio tavolo che tentò la via del riconoscimento da parte del C.O.N.I. In quella occasione gli interessi aziendali mal si sposarono con quelli di costruire un movimento davvero importante nel nostro paese. Rimasi talmente deluso da quegli episodi che smisi di giocare le competizioni federali per anni. Comunque era un grande appassionato del gioco e al di là di tutto preferisco ricordarlo così, quando si avvicinava al tuo campo mentre lucidavi o rimettevi a posto la squadra dopo un incontro per dirti qualche parola di incoraggiamento con quel sorriso a mezza bocca che aveva comunque la forza di riempirti il cuore.
Grazie Stefano per la tua gentilezza e disponibilità, auguro a te e al tuo Perugia calcio di cui sei tifoso e al tuo club un 2009 di successi.
Alex Rota.
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