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7 visitatori online| Stefano Buzzi |
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10 Domande a...... questo il titolo di questa sezione,ci ho pensato molto e alla fine mi sono detto " si fanno tante parole,tanti sentito dire, perché allora non chiedere direttamente quello che mi interessa???" Ho allora contattato le persone che per esperienza di gioco, di collezione o di trascorsi potevano rispondere ai miei dubbi, nessuno si e' tirato indietro e non posso fare altro che ringraziare chi mi ha dedicato il suo tempo,mettendo a disposizione di tutti questa importantissima risorsa.
Stefano Buzzi, generazione Subbuteo al 100% ha vissuto in buona parte i tempi d’oro di questo hobby/sport e’ stato uno dei fondatori della moderna Federazione Calcio Tavolo ( FISCT) e ora membro di uno dei più famosi e titolati Club Italiani lo Stella Artois di Milano.
Una recente formazione dello Stella Artois Milano.
1)Ciao Stefano la prima domanda è di rito come hai conosciuto il Subbuteo e perché una passione cosi forte e duratura??
La passione per il Subbuteo nasce alle elementari (sono classe 1965), quando a casa di un compagno di classe particolarmente di buona famiglia vidi sto strano gioco proveniente da Londra. Da lì la passione immediata, un amore a prima vista che mi ha portato a sbavare sulle vetrine dei negozi di giocattoli con le squadre esposte, partecipando alle processioni di ragazzini alla mitica Scentific dove una parete di squadre ci illuminava gli occhi facendo impazzire il commesso.
Però la situazione familiare era di estremo rigore e pur non mancandoci nulla, il superfluo veniva considerato tale, anche a Natale.
Iniziai quindi a fare la cresta su tutti i resti possibili, battendo a zero tutte le cabine telefoniche alla ricerca di gettoni telefonici dimenticati e saccheggiai per mesi i cassetti di casa alla ricerca di monetine fino a che nel 1974 comprai usato per 10.000lire il panno della confezione Munchen 74: lo lavo, lo stiro, lo piazzo orgoglioso sul tappeto in camera da letto e un mio amico ci gocciola dal naso una macchia di sangue!! Inutile dirvi che quel fetente non ha più messo piede a casa mia!!
Da lì i primi tornei casalinghi e pure al mare a Varigotti dove vinsi la mia prima competizione estiva. Nel 1980 mi iscrivo alla F.i.c.m.s. e prendo parte al mio primo torneo ufficiale: 220 iscritti con tabelloni ad eliminazione diretta!! Nella tarda primavera 1982, per via di lavori ai pavimenti di casa, mi ero trasferito in un monolocale lasciato libero da mia nonna, quando incontro per strada un ragazzino di 13 anni con dei curiosi capelli da paggio e che avevo già visto ai tornei: scoprii che abitava dietro casa mia e presi a invitarlo a giocare a Subbuteo da me. Era Gianluca Galeazzi.
Quindi il giorno era dedicato alle bigiate da scuola dove venivo raggiunto dalla fidanzata con la quale….beh, fatevi i fatti vostri no? Il pomeriggio, dato che i genitori della fanciulla non si fidavano (troppo tardi bèlli) a lasciarmi solo con lei, iniziavo a giocare a Subbuteo con Gianluca e la sera continuavo con l’altro mio amico di infanzia Fabrizio Biffi. A fine anno presi 4 materie a settembre, ma fu un anno meraviglioso sotto (e sopra) ogni punto di vista!!
Nel 1983 interruppi le mie frequentazioni in FICMS a causa dei miei impegni sportivi: Football Americano, preagonistica di nuoto e soprattutto il gentilsesso mi distraevano dalla nobile arte del Subbuteo, fino alla mia partenza per Pisa e Livorno come volontario per il Libano.
Di ritorno dall’Ardenza, mi iscrivo all’università e, pur continuando a giochicchiare a Subbuteo con gli amici, ho dovuto attendere che un somaro alla guida di un’auto saltasse la corsia investendomi in contromano mentre arrivavo in moto: 20 metri per aria, scena alla Dario Argento e 2 mesi di ospedale cui segue 1 anno a casa in attesa di tornare a camminare. Così ricominciai a giocare assiduamente con Galeazzi, il quale mi convinse a rientrare in Federazione perché riteneva che la mia difesa fosse insuperabile.
Nel settembre 1987 ricreiamo insieme lo Stella Artois (nato nel 1979 e fuso con i Diavoli nel 1982), dando vita a un sogno di 20 anni in cui davvero ci siamo tolti ogni tipo di soddisfazione.
2)Da poco tempo avete una nuova sede per i vostri ritrovi settimanali, dalle foto che ho visto molto bella e funzionale dove convivono tutte le anime del vecchio Subbuteo e del CDT, cosa che sta’ succedendo in vari Club e ASD, la ritieni la scelta giusta? puoi darci qualche informazione e orario?
La sede di via Zumbini è aperta il lunedì sera dalle 20.30 ad oltranza: tra birre al pub e partite, passiamo delle gran serate tutti insieme saltando da una specialità all’altra e in spirito di totale armonia. Tutti usano regole e materiali che gli pare. Presto apriremo un sito internet dedicato, dove si troveranno notizie di tutte le attività svolte.
3)Parliamo di Stella Artois, vedendo il sito si respira un aria di grande amicizia, grandi campioni compongono la formazione si parla di : Galeazzi, Baglietto, Intra…. Che programmi avete per il futuro? Avete un settore giovanile?
Innanzitutto siamo grandi Amici fuori dal campo e ci piace stare insieme in qualsiasi situazione. Nel 1989 decidemmo di far confluire i campioni lombardi nella nostra formazione, lasciando che altri club con minori impegni a livello nazionale si occupassero del settore giovanile. Ho avuto l’onore di veder giocare con noi Campioni pazzeschi e siamo alla terza generazione di giocatori titolari con cui vinciamo tornei internazionali; per cui continuiamo a indossare questa maglia contando di guadagnarci la stima di cui godiamo all’estero dove veniamo venerati di un rispetto che in Italia molti non ci riconoscono.
4)Molti i cambiamenti che ha subito il nostro hobby/sport, tu ne sei stato protagonista con la nascita dell’odierna Federazione ci racconti gli eventi e come e’ nata?
Una precisazione: la FISCT è una mia idea che nasce dall’esigenza di creare un laboratorio di idee al servizio dei Club. Spiegai questo pensiero a Galeazzi, il quale mi fornì tutto il supporto tecnico che in 6 mesi (e tra 1000 litigi) mettemmo giù presentando il primo Manuale del Calcio da Tavolo Italiano cui aderirono 8 club e col quale partimmo nel gennaio 1995 a Verona. Per la prima volta impostai il lavoro per Uffici, nel senso che con un Regolamento organico che specificava compiti e responsabilità dei Dipartimenti FISCT, chiunque poteva riprendere il lavoro dal punto in cui magari altri lo avevano interrotto. I miei Maestri sono stati Garnier, Tonarelli e Hofmann con cui collaboravo in Commissione Sport FISTF dal 1992 prima di ricoprire l’incarico di Segretario della Federazione Internazionale dal 1994.
Il tutto nasce una riunione di Comitato Regionale Lombardo alla fine del 1989, dove diedi le mie dimissioni in quanto avevo in mente un progetto di cui potevo essere solo il coordinatore. Spiegai la mia idea, votarono e mi ritrovai nuovo Presidente del CRL! Promisi che saremmo ritornati grandi e nei 7 anni seguenti la Lombardia vinse 5 titoli a Squadre e 4 campionati Senior.
Nel frattempo mi guardavo in giro alla ricerca di ispirazione, e se è vero che in Italia Marcello Tonarelli crebbe in me indottrinandomi all’uso del computer per eliminare le operazioni ripetitive nella gestione regionale, in Francia ebbi modo di ammirare incondizionatamente Laurent Garnier che con un lavoro di programmazione aziendale, portò la sconosciuta Francia a divenire protagonista del panorama europeo. Il Torneo di Sucy en Brie era la Wimbledon del Calcio da Tavolo e non ho mai più visto un torneo organizzato così, se non ai Mondiali di Parigi 1994 organizzati a Parigi dallo stesso Garnier.
Comunque, nel febbraio 1992 vengo invitato a Zurigo per un meeting della Federazione Internazionale. Ci si incontrava per presentare il nuovo Regolamento di Gioco unificato FISA-ETF e per testare i primi materiali non Subbuteo dall’epoca del New Footy. Si decise di: 1) tenere il pallone piccolo FISA a scapito della palla grande ancora utilizzata in ETF 2) permettere al portiere di rimanere alzato da terra prima della parata 3) permettere il colpo difensivo solo DOPO che la miniatura attaccante toccava la palla e non più al solo tocco di miniatura 4) eliminare il back al volo concedendo una punizione onde porre fine alle difficoltà di ricostruire esattamente l’azione precedentemente al back
Io mi misi a piangere: mi toglievano tutte le mie astuzie difensive
Quando poi vidi le scatole di cioccolatini contenenti i primi prototipi di basi piene con gli omini in balsa, mi misi a ridere: cos’erano quelle robe orribili? Che fine aveva fatto la miniatura?
Però la sera, durante il meeting ci spiegarono chiaramente quale era lo spirito di quella scelta di gioco e di materiali: il Calcio da Tavolo doveva assumere piena autonomia rispetto al calcio giocato sui prati, perché le affinità erano di gran lunga inferiori alle difformità e si voleva porre un muro concettuale tra i collezionisti di maglie diverse che si identificavano con i giocatori in campo da una parte, e coloro i quali invece ritenevano che il miglioramento tecnico a scapito dell’estetica ci avrebbe meglio identificato come disciplina sportiva a sé stante in previsione di un futuro riconoscimento da parte del CIO. Nasce quindi la Federation of International Subbuteo Table Football. Ed io ero il primo italiano a farne parte!!
Nei 2 anni seguenti partecipai alla stesura dell’Handbook FISTF sulla traccia della mitica “Guide au football de table” (un vangelo!!) che Garnier aveva realizzato sin dal 1989.
Tutto veniva previsto e sotto ogni punto di vista: regolamentare, medico, giuridico.
Ai Mondiali di Parigi 1994 l’ulteriore passo in avanti: alle elezioni del nuovo Board of Directors si pone per la prima volta in discussione il ruolo di Segretario ricoperto da Trevor Spencer, un incaricato dei produttori inglesi Subbuteo. Nonostante il voto contrario del rappresentante italiano Filippella, io vengo eletto come primo Segretario FISTF non Subbuteo dopo 24 anni di egemonia dei produttori. La parola SUBBUTEO nella sigla FISTF viene sostituita da SPORT ed il resto è storia dei giorni nostri.
5) Ho letto una tua spiritosa battuta dove dicevi “ non so se vi siete accorti ma la mia attività agonistica e’ ricominciata” come è stata la tua carriera? Di sicuro come tutti noi avrai la tua sfida vinta più bella ce la racconti?
Due episodi su tutti: al mio rientro nel settembre 1987 mi qualifico al 9° posto in regione, quindi alle finali del Ranking Lombardo del gennaio 1988 gioco il torneo Cadetti e lo vinco. Però nel Master mancava l’ottavo giocatore, mi invitarono a giocare e vinsi pure quello. E’ un record difficile da battere!!
Il secondo episodio è la Coppa Campioni di Cornesse, dove cedetti volentieri il mio posto di titolare in squadra a Willy Hofmann: battemmo in girone il GDDF Porto costituito dal 100% della nazionale portoghese che avrebbe vinto l’europeo. In finale poi, battemo Cornesse con la nazionale Belga Campione del Mondo rinforzata dal campione d’Europa in carica, il francese Fuseau. Non riuscii a guardare la partita e quando rientrai eravamo in vantaggio 1-0 con 3 partite su 4 terminate e Funaro – Fuseau che impattavano nei minuti di recupero. Mamo recupera il pallone (è fatta penso!), ma va in attacco e lo perde. Fuseau contrattacca, riperde il pallone e mamo che fa? Torna all’attacco naturalmente!! Per fortuna l’arbitro ha fischiato la fine e siamo letteralmente esplosi facendo volteggiare per aria l’eroe di giornata Stefano Scagni che aveva battuto 1 – 0 Delogne!! Scudetto italiano, titolo italiano Open al Club e Coppa Campioni: il 1994 è stato l’anno d’oro che incornicio alla parete!!
6) La Federazione cerca il riconoscimento del CONI, si riuscirà secondo la tua opinione a raggiungere questo importante obbiettivo?
Io non ho bisogno del CONI per sentirmi uno sportivo al 100% quando pratico questa disciplina. E’ altrettanto vero che il CONI è una questione politica che sulla carta può portare innegabili vantaggi. Ma io sono un tecnico e non un politico, quindi auguro a chi di dovere di raggiungere l’obiettivo del riconoscimento formale, anche se le regole andrebbero studiate un po’ meglio onde non incorrere in strafalcioni. Insomma: il CONI ha regole ben precise che non possono essere cambiate secondo convenienza ed ha un arbitrato cui poter ricorrere nel caso in cui le cose siano palesemente sbagliate.
7)Una domanda di attualità, si è discusso di giocatori pagati dai Club per le loro prestazioni sei favorevole o contrario?
La disciplina legale in materia di ASD permette dei rimborsi spesa, dei compensi mascherati su cui non mi pronuncio. Io non ho mai pagato nessuno dei miei giocatori, perché se decidessi di farlo li dovrei pagare tutti allo stesso modo perché allo Stella Artois sono tutti indispensabili. La squadra non si fa con i soldi, ma con lo spirito che la anima in campo, e quello non si trova in commercio sullo scaffale dei supermercati. Quando seppi che nel 1990 Mario Baglietto si sarebbe trasferito a Milano per motivi di studio, chiesi se era un rompiscatole oltre che un campione. Da noi nessuno ha mai ricevuto nessun privilegio, e poi la squadra la fa Galeazzi che ne è il Capitano; io sono solo il dittator, pardon, Presidente di questo meraviglioso Club su cui ho l’ultima parola solo nelle discussioni organizzative, trasferimenti, sponsor e maglie. Insomma, lavo i panni e stiro!!
8)La ricerca sui materiali è praticamente continua, basi,campi,porte e portieri hanno uno sviluppo incredibilmente veloce, si sta migliorando anche la qualità dei lucidi, ritieni giusto tutto questo o bisogna limitare in qualche modo? Il miglioramento dei materiali farà cambiare ancora le regole? sono già fin troppe?
Io sono da sempre per i miglioramenti tecnici, mantenendo però lo spirito del gioco che identifico nei 3 tocchi di palla, miniature lucidate e possibilità di girello intorno all’avversario. Per questo, come ero contrario ai Toccer, sono contrario a tutte le basi rasoterra che non possono “girare”. Le basi piatte sono un Giocagol migliorato, niente di più. Per quanto riguarda le regole, sono certo che il Dip. Sport sta già lavorando a una casistica che ne renda congrua la traduzione e comprensibile l’interpretazione. Abbiate fede!!
9) Recentemente abbiamo visto servizi su televisioni, articoli di giornali,manifestazioni ad ottimi livelli, ma il tutto molto indipendente a volte contrastante, qualcuno dice basta che se ne parli lo trovi giusto?
E’ il solito problema italiano: ignoriamo l’inglese. Se no basterebbe tradurre il termine Subbuteo Table Soccer che significa Calcio da Tavolo di marca Subbuteo. Una volta non avevamo personalità giuridica, mentre ora starei molto, ma molto attento all’utilizzo del marchio industriale altrui.
10) Augurandoti un Buon Anno pieno di soddisfazioni per te e il tuo Club ( spero in un invito ai vostri pranzi luculliani….) e ringraziandoti per la tua disponibilità, volevo farti quest’ultima domanda: nell’intervista fatta a Stefano de Francesco, auspica la nascita di una sigla per il vecchio Subbuteo una sigla indipendente che abbia un rapporto collaborativo e non conflittuale con la FISCT secondo la tua esperienza può essere la soluzione ai conflitti che ci sono ora?
Premesso che a Milano di conflitti non ce ne sono, sarebbe bastato dividere i giocatori per categorie e aumentare i tornei dove i giocatori potessero incontrare gente di pari classifica. Non servono sigle diverse: abbiamo lottato anni per avere questa Federazione, ma mi rendo anche conto che esistono dei nostalgici del girello, unica vera caratteristica peculiare dei movimenti non allineati con la FISCT. Di qui il problema di cui sopra quando ho parlato di attuale tradimento dello spirito del gioco. Per il resto si parla di lana caprina: bianchi, rossi o neri, siamo tutti esseri umani. E così è pure per la nostra disciplina in cui i disaccordi vertono più su pregiudizi e confusione mentale. La gente che si riavvicina al gioco reagisce esattamente come reagii io a Zurigo nel 1992 quando mi trovai primo italiano fra tutti dinanzi al nuovo materiale da gioco non Subbuteo!! E poi è ovvio che se io e Galeazzi giochiamo un due contro due con Kakà e Ronaldo non vediamo palla. Ma se giochiamo in una piscina piena di fango ne prendiamo di meno: merito dei materiali o loro restano comunque tecnicamente più bravi e segnano meno perché hanno a che fare con materiali meno performanti di quelli cui sono abituati? Ricordate il Milan come giocava sul terreno di San Siro trasformato in un campo di patate? Per noi è solo una questione di dito e di essere preparati ad ospitare questo ritorno di fiamma con una organizzazione sportiva adeguata a far divertire tutti. I tornei di consolazione inventati da Galeazzi insegnano qualcosa no? La gente vuole avere la possibilità di vincere: non esistono giocatori che mettono la squadra in campo sperando di perdere!!!
Ti aspetto a Milano per una visita e una bevuta. Un saluto a tutti e grazie per l’ospitalità. Stefano Buzzi
Un grazie per la tua disponibilita’ e le tue lucide risposte che penso saranno molto apprezzate da tutti. Per quanto riguarda il venirti a trovare….. contaci!!!
Alex Rota.
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