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Enrico Corso

Enrico Corso, Palermitano Presidente della FISCT (Federazione Italiana) naturalmente appassionatissimo al Calcio da Tavolo, un ruolo anche nel Club Palermitano che comprende anche ragazzi e femminile, un club molto agguerrito.

 

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A primo a sx Il Presidente Enrico Corso, premia il Campione Italiano Subbuteo             Classic 2007/08 Cesare Santanicchia

 

 

 

 

1)Enrico, la prima domanda d’obbligo è: come hai conosciuto il Subbuteo? Ci giochi? Che giocatore sei?

 

 

Il Subbuteo è stata la passione dell’infanzia, come tutti i quarantenni di oggi. Ricordo ancora il negozio di giocattoli vicino casa mia con quel muro verde di squadre e accessori e la mia voglia di poter ricevere quell’ambito regalo. Fu il 1976 credo e Babbo Natale non sbagliò regalo. Sono passati oltre 30 anni e nonostante l’età, avvicinarmi ad un campo verde provoca sempre quelle incredibili emozioni. Il Subbuteo non tradisce mai!!!

Gioco ancora, ma non sono certo tra i più forti… anzi il mio grande amico Massimo Bolognino spesso mi prende affettuosamente in giro per le mie… “capacità”!!!!

 

 

2) E’ impossibile non chiederti il perché della scelta di impegnarti in federazione, nel ruolo più importante…

 

 

Tutto è avvenuto in modo repentino ed assolutamente per caso. Nel 2004 mi ero appena riavvicinato alla FISCT con i primi tornei. Da zero feci ripartire il club a Palermo e, grazie ad alcune conoscenze, portai il Subbuteo al più grosso evento sportivo del SUD organizzato dal CONI Sicilia, la Medisport, con uno stand tutto nostro. Migliaia di presenze e contatti di ogni genere. Tv locali presenti al nostro stand e l’inizio di una collaborazione per presentare i gol in diretta televisiva alla domenica sul panno verde. Insomma un enorme successo. In quell’anno vi erano le elezioni federali ad Urbino. Io non sapevo nulla di divisioni, riunificazioni, AICAT o altro, per me erano solo sigle. L’ultima tessera che avevo, ed orgogliosamente conservo, era della FICMS. Comunque candidata era un’unica lista con Stefano De Francesco Presidente designato. In quella occasione Stefano mi offrì un posto nel Consiglio proprio per occuparmi dei rapporti con gli enti sportivi ed il CONI. Poi, però qualcosa non girò per il verso giusto e anche a causa di incomprensioni proprio con Stefano, colui che oggi è uno dei pilastri del Consiglio Federale, mi ritrovai, dopo un’infuocata riunione del Consiglio con le dimissioni del gotha (De Francesco, Galeazzi, Salvati  etc), ad essere indicato da coloro che restavano in sella come l’unico che in quel momento poteva guidare la FISCT. Non so nemmeno come tutto è accaduto, l’incoscienza (tanta), il senno (poco) ma l’avventura è iniziata così. Poi a poco a poco la cosa ha iniziato a strutturarsi. La passione che mai mi ha abbandonato e la volontà di far crescere il movimento, così come ero riuscito a fare a Palermo è stata la molla determinante. Dopo qualche mese da quell’episodio vi furono le elezioni alla Coppa Italia di Napoli (novembre 2005) e si presentarono 2 liste, una capeggiata da Alberto Villa e l’altra da me. Il risultato premiò la mia lista. Qualcuno la definì una competizione tra i “vecchi” e i “nuovi” del movimento, in effetti, però, non ricordo mai alcun momento di tensione tra le due liste. La riprova ne è che 2 esponenti di quella lista sono importanti membri dell’attuale Consiglio Federale.

 

 

3)Sicuramente un grande impegno, che toglie tempo alla tua famiglia e ti fa’ fare parecchi sacrifici oltre che parecchi km, poi il club ho visto che durante le partite sei molto vicino ai tuoi ragazzi con consigli e incoraggiamenti, la giornata è di 24 ore per tutti come fai?

 

 

Spesso me lo chiedo anch’io. In effetti l’impegno ed il tempo necessario per portare avanti l’attività che ruota intorno al movimento si è “mostruosamente” ingigantito. La crescita esponenziale di giocatori e club ha naturalmente aumentato le necessità di ogni tipo, dall’organizzazione degli eventi federali, che ogni anno frantumano record su record, alla attività proprio “gestionale” con i contatti con gli Enti di Promozione Sportiva e il continuo studio di regolamenti, circolari, informazioni che possano avere interesse per il nostro movimento. Ricordo nottate passate a studiare statuti di numerose Federazioni sportive prima di elaborare quello nostro, come lo stesso mi capitò per leggere e rileggere la prima legge Finanziaria che consentiva il rimborso del 5permille alle ASD.

Devo dire che i risultati conseguiti poi ti danno quelle soddisfazioni necessarie per continuare a dedicare sempre più tempo affinché altri si possano divertire. Ogni tanto però sarebbe bello che i sempre presenti (non tantissimi per la verità) “criticoni” magari si ponessero dall’altra parte prima di fare certe osservazioni….. Anche perché la cosa che più mi fa sorridere è quando sento dire oneri e onori….. (ma gli oneri????)

 

 

4)Una domanda che ho già rivolto a De Francesco e Buzzi, che come te sono uomini di grandi trascorsi e grande esperienza, cosa puoi dirci del riconoscimento da parte del CONI, sicuramente visto il tuo ruolo una priorità importante?

 

 

Si, come tutti sanno è stato uno dei punti salienti del mio mandato iniziato a Napoli. I contatti con il CONI mi hanno portato in un mondo per me tutto assolutamente nuovo e diverso dai miei “interessi” lavorativi. Ho cominciato a studiare regolamenti e statuti poi continui incontri con responsabili del CONI, fino alla amicizia con l’attuale Presidente CONI Sicilia che mi ha dato parecchi suggerimenti. La prima cosa da fare era attuare uno Statuto in linea coi principi CONI.

E’ stata una complessa e laboriosa attività anche per le difficoltà oggettive di modifica di quello vecchio. La seconda, e per certi versi rivoluzionaria attività, fu quella di trasformare i club in vere e proprie Associazioni Sportive Dilettantistiche. Ricordo interminabili riunioni del CF e i rischi che ciò potesse provocare. Decidemmo di azzardare mettendo in preventivo anche qualche rischio, quale per esempio la riduzione del numero dei club. La risposta fu eccellente (anzi il numero delle società è esponenzialmente aumentato) ed oggi i club affiliati alla FISCT sono tutte ASD registrate.

Negli anni di questo mandato è mio impegno ufficializzare la richiesta formale al CONI per inserire il calcio tavolo tra le Discipline Sportive Associate al CONI.

 

 

5)Il Club Palermitano è ormai una realtà consolidata e importante, all’Italiano di Ferrara ti ho visto consolare una giocatrice che dopo la semifinale persa era scoppiata in lacrime, grande spirito di squadra e grande impegno, ce li presenti? Per chi volesse contattarvi la vostra sede?

 

 

L’ASD Subbuteo Club Palermo per me rappresenta un grande sogno, forse una follia che si trasforma in realtà. Nel gennaio 2004 non esiste un solo giocatore, non esiste un club, non esiste una sede. Ad aprile del 2007 stiamo festeggiando, increduli, la promozione in serie A. Forse solo in queste righe può riassumersi quel mix di follia, irrazionalità e passione che ci anima. Siamo un gruppo di appassionati, molto numeroso, con tanti ragazzini reclutati nei nostri corsi di avviamento allo Sport o nei tanti incontri nelle scuole o nelle fiere o nelle feste di paese  per promuovere il Subbuteo / Cdt. Per far spazio a tutti lo scorso anno il grande Lo Cascio ha fondato il club di Bagheria,  dividendoci solo sulla carta, in realtà siamo un’unica grandissima famiglia.

A parte i big, Richichi su tutti e gli stranieri, il vero orgoglio del club sono i nostri ragazzini terribili.

Riccardo La Rosa, capitano della nazionale under 19, campione d’Italia e vincitore per 3 anni consecutivi della Coppa Italia di categoria. Emanuele Lo Cascio bicampione del mondo a squadre vincitore di diversi tornei internazionali. Giuditta Lo Cascio ed Eleonora Buttitta le nostre golden girls. Ci ritroviamo ogni lunedì a Palermo presso il Palazzetto dello Sport “Palauditore” di via Leonardo da Vinci dalle 19,00 alle 22,00 e a Bagheria ogni martedì e giovedì dalle 18,00 alle 21,00 (info www.subbuteopalermo.tk)

 

 

 

6)La collaborazione con Calcio 2000 (85.000 copie mensili) è stata sicuramente un bel colpo, va a colpire l’appassionato di calcio che magari avendo già’ giocato in gioventù viene risvegliato nell’entusiasmo, quanto durerà? Si è visto qualche risultato dopo tre uscite?

 

 

Un gran colpo indubbiamente. Quest’estate arriva una mail dal direttore della rivista che ci chiede una collaborazione per un numero speciale. Poi i contatti, le trattative, e alla fine una rubrica fissa che ogni mese racconta del calcio da tavolo come noi lo vediamo, e come lo vogliamo presentare. L’auspicio è che possa durare ancora per molto e per l’entusiasmo del direttore che riceve numerosissime mail di appassionati credo che l’avventura proseguirà certamente. I risultati sono già sotto gli occhi di tutti, riusciamo ad essere “vendibili” come disciplina sportiva e non più solo come un fenomeno di curiosità e/o aneddoti.

 

 

7)In Italia ci sono Club con settori giovanili molto sviluppati, i nostri ragazzi dominano anche a livello internazionale, Diego Tagliaferri  fresco Campione del Mondo ne è testimone, grande qualità ma numeri sempre limitati anche se ultimamente in crescita , si sta studiando qualcosa per portare più ragazzi verso il gioco? Si parlava di collaborazioni con il Ministero dell’Istruzione, anche se la mia compaesana Gelmini ( Ministro dell’Istruzione ) credo abbia qualche altro problema ora…

 

 

Numeri limitati, è vero, ma in crescita esponenziale. Ogni anno il numero dei tesserati dei giovani si moltiplica e la recente affluenza record dei giovanissimi alla Coppa Italia di Chianciano ne è la testimonianza. Non c’è un progetto organico e capillare su tutto il territorio ma è soprattutto demandato alla buona volontà dei club che lavorano (è esattamente il termine giusto) con i piccoli. La FISCT già da tempo ha investito nel settore giovanile parecchie risorse. Dalla creazione di un settore giovanile specificamente delineato al rimborso del pernottamento degli under nelle competizioni federali cui partecipano (Coppa Italia e Campionati Italiani). Purtroppo per altro bisogna sempre fare le nozze con i fichi secchi, la Pubblica amministrazione è sempre con meno fondi e pertanto progetti e collaborazioni sono sempre più difficili. Anche se a livello locale non sono rare tali situazioni.

 

 

8)Stefano Buzzi considera il Calcio da Tavolo uno Sport, per quanto riguarda il CDT mi trova d’accordo, se si vuol giocare ad alto livello ci vogliono allenamenti, impegno e sacrifici come uno sportivo vero, cosa ne pensi?

 

 

Il Calcio da tavolo è certamente uno sport. Lo sport nel suo significato più nobile non è certamente quello patinato di veline fidanzate di calciatori strapagati o milioni di euro che girano per uno spot su una TV o un giornale. Lo sport è quello che milioni di persone fanno nel tempo libero nei tanti campetti di provincia o nelle palestre delle scuole elementari nei campionati minori dilettantistici e giovanili. Se percepiamo cosa è sport noi già lo siamo, ci si allena si fanno trasferte si gioisce e ci si deprime per una vittoria o una sconfitta. Si senza dubbio in quest’ottica sport ci siamo già.

 

9)Come certamente saprai sono uscite voci di giocatori che percepiscono compensi per le loro prestazioni, sui forum ci si e’ divisi in favorevoli e contrari come sempre succede, chi ho intervistato prima di te ha dato parere negativo dicendo che la forza di un club e’ il gruppo, il tuo parere?

 

 

Non sono contrario in linea di principio o meglio non sono d’accordo sul criticare chi lo fa. Poi è indubbio che la forza di un club è il gruppo ma se ci sono club che nel loro interno ritengano dover “fare di più” sono liberi di farlo. Credo però che non ci si può chiudere gli occhi e far finta che tutto ciò non esiste. Da questo punto di vista infatti la FISCT ha intenzione, di concerto con la FISTF, prendere in considerazione questo aspetto e regolamentare la cosa.

 

 

10)Anche in questa stagione l’ Italia difenderà i titoli conquistati, abbiamo molti campioni chi sono i più rappresentativi quelli che all’estero ci invidiano di più?

 

 

Come ogni anno siamo la Nazionale da battere e pertanto siamo sempre più antipatici…. Lo scorso anno a Vienna si è distintamente percepita una sorta di “guerra santa” contro le maglie azzurre. Tutti contro di noi…. Sentire sempre e comunque l’inno di Mameli ti da sempre maggiore soddisfazione. Credo che ci invidiano qualunque giocatore indossi la maglia azzurra. In fondo se arriva a quella competizione, visto l’altissimo livello tecnico in Italia, è un atleta validissimo. I nomi sono sempre gli stessi, Bolognino, Nastasi, Bertelli, De Francesco, Intra, Bari…

 

 

Colgo l’occasione per ringraziarti dello spazio che mi hai concesso e un saluto….in punta di dito

 

 

Ciao Enrico, ti ringrazio per la tua cortesia, visto che sei impegnato in parecchie cose e ha i trovato comunque il tempo per me e per chi ci legge.

 

 

                                                                              Alex Rota.