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Mark Adolph

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Mark Adolph* e Peter Whitehead** intervistati da Fabrizio Ghilardi.
Una doppia intervista per conoscere il loro punto di vista sull’attualità del Subbuteo e del calcio in Inghilterra.

* figlio dell’inventore del Subbuteo, il grande Peter Adolph, Mark ha scritto un libro pubblicato dalla Sportsbooks Ltd., intitolato "Growing Up with Subbuteo: My Dad Invented the World’s Greatest Football Game".

** Pete è collezionista di Subbuteo. Proprietario del marchio Subbuteoworld, gestisce il sito www.subbuteoworld.co.uk attraverso il quale si è affermato come uno dei migliori rivenditori di vintage Subbuteo e di articoli legati al mondo del Calcio da Tavolo.

Poco più di un anno fa, in occasione del Subbuteo Fair e della Mostra Fotografica ‘Flick about’, abbiamo presentato a Roma il tuo libro “Growing Up with Subbuteo: My Dad Invented the World’s Greatest Football Game”. Come sta andando il libro?
Mark
: Sembra stia andando bene. Ho riscontri positivi persino da Australia e Nuova Zelanda. È bello sapere che il Subbuteo è ancora tanto popolare così lontano da Tunbridge Wells! C’era stato anche un certo interesse per una produzione televisiva dedicata al Subbuteo e basata sul mio libro; purtroppo alla fine non se ne è fatto nulla. Peccato, speriamo ci sia qualche altro produttore che si interessi all’argomento.

Tu, Pete, invece, hai un fantastico website (www.subbuteoworld.co.uk) attraverso il quale vendi articoli del vecchio Subbuteo e novità prodotte attorno al Calcio da Tavolo. Un ottimo punto d’incontro per collezionisti e per giocatori di Subbuteo. Parlaci della tua attività.
Pete
: L’idea di allestire un sito dedicato al mondo del Subbuteo risale al gennaio del 2000, quando ero negli Stati Uniti. Tornato in Inghilterra nel marzo dello stesso anno ho registrato il nome Subbuteoworld e con un web designer ho iniziato a organizzare il sito che è andato online nel mese di marzo. L’attività doveva essere esclusivamente legata alla vendita di pezzi usati del Subbuteo e soprattutto era stata pensata come un impegno part-time. Nel 2004, però, mi sono reso conto di avere una mole di lavoro inimmaginabile e mia moglie ha scelto di lasciare il suo impiego in banca per far crescere la nostra nuova società. Ci siamo trovati a espandere la nostra attività anno dopo anno, seguendo il mercato del collezionismo, ma anche adattandoci alle richieste legate ai cambiamenti nel frattempo occorsi nel gioco.

Pete, sei un collezionista, un appassionato o sei un giocatore di Subbuteo?
Pete
: Sono un collezionista. Ho giocato a Subbuteo quando ero un ragazzo, alla fine degli anni Settanta. Ma il mio livello di gioco non era granché. Ho sempre collezionato Subbuteo e dischi. L’attività di Subbuteoworld è stato creata sulle mie conoscenze del prodotto Subbuteo e sul mio background da collezionista. Non certo sulla mia poca abilità di giocatore.

Action Now-Play old style sta promuovendo la Mostra Fotografica ‘Flick about’ dell’artista svedese Charlotta Smeds. La mostra dedicata al Subbuteo, infatti, a breve, sarà finalmente a Verona e a Torino. L’idea è quella di promuovere il Fair Play tra i giovani attraverso un’immagine pulita del football, la stessa immagine che ci giunge dal Subbuteo, il più bel gioco che sia mai stato dedicato al Football. Cosa ne pensate?
Mark
: È un’idea eccellente. Prima di tutto devo dire che apprezzo molto il catalogo fotografico della Mostra. Non ho mai visto fotografie, dedicate al Subbuteo, raffigurate in un modo così suggestivo. Poi c’è da aggiungere che viste dal vivo le foto rendono giustizia alla bravura dell’artista e ai soggetti rappresentati. Ad ogni modo è un bene che venga promossa in ogni modo un’immagine pulita del calcio.
Se il Subbuteo riesce a trasmettere i valori della lealtà sportiva, allora davvero la scelta è eccezionale.
Pete: Abbiamo potuto ammirare alcuni lavori presenti alla Mostra e sinceramente Charlotta ha un gran talento. Ci piace molto il suo lavoro e apprezziamo l’idea che c’è alla base. Promuovere il Fair Play nel mondo del calcio è una grande idea e non c’è modo migliore di farlo che non attraverso il Subbuteo o il Calcio da Tavolo. Sarebbe molto bello vedere il Calcio da Tavolo come disciplina sportiva alle Olimpiadi. Sarebbe il modo migliore per promuovere il gioco e la sua immagine nel mondo. Credo anche che a quel punto la Hasbro ripenserebbe l’intero Subbuteo e lo rilancerebbe su vasta scala.

Come va il Subbuteo nel Regno Unito? C’è interesse da parte delle generazioni più giovani? Ho visto che sul sito Subbuteoworld.co.uk hai un programma da sviluppare nelle scuole.
Pete
: Come sai il marchio Subbuteo è della Hasbro, ma non si può dire che negli ultimi anni se ne siano interessati molto. Oggi, infatti, abbiamo una situazione per cui l’unico prodotto ufficiale Subbuteo è il DREAM TEAM STADIUM EDITION. Non ci sono squadre prodotte col marchio Subbuteo, non ci sono accessori. Questa situazione ha permesso a diversi marchi di continuare a produrre e a mantenere in vita il gioco. Penso a Edilio Parodi col marchio Zeugo, alla Flickmaster a Stefan Corda e ora a noi col nostro marchio Pegasus. Il collezionismo del vintage Subbuteo ha un mercato in salute, ma nuovi collezionisti sono molto felici di acquistare anche altri prodotti, per esempio quelli della Zeugo. Per questo credo che il futuro del gioco Subbuteo e del Calcio da Tavolo, ormai, passi attraverso l’impegno di piccoli marchi e non attraverso il brand Subbuteo.
Lo scorso anno è stato celebrato il Sessantesimo anniversario del Subbuteo. Per noi di Action Now-Play old style è stata festa grande. Quello che ci chiediamo è se il Subbuteo ha un presente. E, magari, anche un futuro. Ho visto l’edizione recente, quella di cui parlava Pete. Ha ben poco a che vedere col Subbuteo che conosciamo. Prima le squadre erano dipinte a mano, le miniature erano tutte uguali tra loro e solo la nostra fantasia dava i nomi ai vari calciatori. Oggi vengono rappresentati teams con giocatori famosi e le maglie delle squadre portano i nomi sulla schiena. Nomi che cambiano continuamente. E poi ci sono diverse imitazioni del Subbuteo, alcune anche di basso livello. Che ne dite?
Mark
: Il Subbuteo ha sicuramente un presente. Anche se nei negozi di giocattoli il marchio Subbuteo non è più presente, basta perlustrare internet per trovare numerosi negozi online che vendono vecchie squadre e vecchi accessori, dai primi set degli anni Cinquanta, a quelli degli anni Sessanta a quelli degli anni Settanta, l’era heavyweight, che poi è il mio periodo, fino ai prodotti che sono in voga più recentemente, come le nuove miniature e le nuove basi che sembrano tutte avere nomi differenti ma che in comune hanno il fatto di non consentire il classico giro del colpo a punta di dito che ha reso famoso il Subbuteo. Credo che gli esperti lo chiamino ‘giocare per linee rette’ cosa che per me vanifica l’obiettivo del Subbuteo. Come ho già detto sono un po’ fisso sul Subbuteo degli anni Settanta, quello delle squadre heavyweight, per capirci, e secondo me il futuro del Subbuteo è ancora quello. Credo che il nome Subbuteo dopo tanti anni sia ancora così forte e finché ci sarà così tanta gente che colleziona e che gioca, allora il Subbuteo potrà continuare a vivere per altrettanti anni ancora, chissà! Nemmeno a me piace la più recente edizione che cerca di combinare il gusto retro delle flat figures con la modernità delle immagini fotografiche. E infatti non ha funzionato.
Pete: Come ho detto prima, se non fosse stato per questi piccoli marchi presenti sul mercato, non ci sarebbe il Calcio da Tavolo. Se proprio è necessario trovare un responsabile per l’attuale situazione, allora è il caso di indicare la Hasbro che non ha fatto nulla per il Subbuteo. Quello che, invece, hanno fatto questi piccoli marchi è stato importante perché ha consentito al gioco di sopravvivere. Ad esempio, la qualità delle squadre prodotte da Zeugo è superba ed è anche molto apprezzata dai nostri clienti. Viceversa il nuovo prodotto ufficiale Subbuteo prodotto da Hasbro non ha nulla della qualità originale del marchio Subbuteo. Non credo ci sia da discutere sul fatto che i prodotti di Zeugo, Flickmaster e Pegasus siano decisamente superiori a quanto realizzato da Hasbro. Circa la domanda sul futuro del Subbuteo, se mi chiedi se il Calcio da Tavolo ha un futuro, allora la risposta è sì. Ma sul futuro del Subbuteo non so rispondere. Il futuro del marchio Subbuteo è legato alla Hasbro. E solo la Hasbro potrebbe rispondere a questa domanda.

Perché il Subbuteo era così popolare - specialmente nel Regno Unito - tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta?
Mark
: Credo che la popolarità del gioco durante quegli anni derivi dal fatto che fosse l’unico gioco con certe caratteristiche. In più, penso che la vittoria dell’Inghilterra nei Campionati del Mondo di calcio nel 1966 abbia contribuito molto alla diffusione del gioco. La stessa possibilità di collezionare e di acquistare diverse squadre, infine, credo sia stata determinante per la crescita della popolarità del Subbuteo. Una volta acquistato un set di base, non era finita lì. C’erano centinaia di squadre e davvero numerosi accessori da comperare. Direi che è stato vitale per il Subbuteo l’ottimo marketing che c’era dietro al prodotto.
Pete: Il Subbuteo era così popolare sicuramente grazie alla vittoria dei Mondiali del ’66, ma anche grazie al fatto che negli anni Settanta i clubs inglesi dominavano la scena europea. Ogni ragazzo in età scolare giocava a Subbuteo. Negli anni Ottanta la popolarità inizio lentamente a scemare. Innanzitutto per via della diffusione di giochi elettronici e, in secondo luogo, per una diffusa crisi nel mondo del calcio. Alla fine degli anni Ottanta le vendite del Subbuteo calarono esattamente quando la nazionale inglese si trovò in crisi di risultati e, soprattutto, all’indomani della tragedia dell’Heysel, quando le squadre inglesi furono bandite dalle competizioni europee e quando si verificarono i disastri di Bradford e di Sheffield.

Grandi calciatori spesso hanno manifestato il loro personale supporto al Subbuteo. Addirittura diversi allenatori spiegavano ai propri calciatori le tattiche di gioco sul panno verde. Altri calciatori appaiono in fotografie che li ritraggono mentre giocano a Subbuteo o mentre prendono parte a eventi dedicati a questo gioco. Ricordo Kevin Keegan, uno degli idoli della mia giovinezza. Ve li ricordate?
Mark
: Non mi pare di ricordarne molti ad essere onesto! Sono sempre stato dell’idea che mio padre non abbia mai spinto abbastanza sul questo tema, cioè sulla ricerca di calciatori che offrissero il loro appoggio al gioco. Ma questo è solo un punto di vista. Ci sono in giro diverse vecchie foto che raffigurano Bobby Charlton, Emlyn Hughes, Gordon Banks, Bobby Moore, Mick Channon e, ovviamente, Kevin Keegan mentre giocano a Subbuteo, quindi potrei sbagliarmi. Forse sono io che non mi ricordo particolarmente il loro coinvolgimento.
Pete: Io sono tifoso del Liverpool e sono cresciuto con il grande Liverpool della fine degli anni Settanta, quello di Kevin Keegan, Kenny Dalglish, Emlyn Hughes. Un grande periodo per tutto il calcio inglese, quando i campioni giocavano per l’attaccamento alla maglia, non ai soldi. Andavo alle partite casalinghe e poi amavo vedere in televisione Match of the Day il sabato sera. Erano i tempi in cui non c’erano le partite in diretta, tranne la finale di FA Cup, non c’era Sky TV e tutto quello che avevi a disposizione erano i servizi relativi ad alcune partite. Ricordo il Campionato del Mondo del 1978, quello che si svolse in Argentina, con le partite in diretta. Amavo il calcio e amavo giocare a Subbuteo, un gioco che era una parte importante della mia giovinezza.

Quale calciatore oggi potrebbe meglio rappresentare i valori del Subbuteo, e magari manifestare il suo supporto attivo al gioco?
Mark
: Gary Lineker sarebbe la persona ideale. Sembra che abbia l’immagine pulita che rappresenta i valori del Subbuteo. Tra i giocatori in attività ho maggiori difficoltà a trovare un testimonial. Ad ogni modo mi piacerebbe fosse un calciatore del QPR. Ma sono decisamente di parte.
Pete: Dal punto di vista del marketing, direi certamente David Beckham. In realtà credo che Stevie Gerrard del Liverpool meglio ditutti rappresenti i valori del Subbuteo.

Mark, anche tu sei un grande tifoso. Come tuo padre, il grande Peter Adolph, sei un fan del QPR, club che recentemente è diventato di proprietà di un italiano. Cosa ne pensi? Tempo fa i giornali italiani hanno parlato della proposta che fece Briatore di portare la squadra londinese a giocare a New York. Ma a te piace questo calcio moderno?
Mark
: Sono felice di poter dire che del trasferimento delle partite casalinghe del QPR a New York non si è più parlato. A proposito di Briatore, penso di poter dire che tutto sommato sta facendo bene. Quando lui ed Ecclestone sono arrivati al QPR molti tifosi si aspettavano investimenti immediati che ci consentissero la promozione dalla Championship alla Premier League. In realtà, sono felice di poter dire che gli investimenti sono stati misurati. Sono arrivati in prestito con diritto di riscatto Parejo dal Real Madrid e Mani Ledesma dal Genoa. Poi è arrivato l’ex romanista Damiano Tommasi. Credo che il club sia gestito con accortezza, senza le spese pazze fatte, per esempio, dal Chelsea di Abramovich.

Mark, andavi allo stadio con tuo padre quando eri più piccolo? Cosa ti ricordi di quel periodo?
Mark
: Durante gli anni Settanta, papà ed io avevamo l’abbonamento stagionale per le partite interne del QPR. Mi ricordo in particolare la stagione 1975/76 quando abbiamo conteso la vittoria della Prima Divisione al Liverpool e quando, la stagione successiva, siamo andati a giocare in Europa in Coppa UEFA. Era uno spettacolo vedere giocatori del calibro di Stan Bowles, Gerry Francis e David Thomas. Per me Stan Bowles è ancora un eroe. E come dimenticare Rodney Marsh che giocò al QPR per una decina di stagioni. Non credo che quella squadra abbia eguali nella storia del QPR; nemmeno i soldi di Briatore riusciranno a fare tanto.

Pete, a te piace il calcio moderno?
Pete
: Ho sempre pensato che più calcio c’è, meglio è. Anche se per i calciatori può essere un po’ dura per via degli allenamenti, dei viaggi e delle tante partite da giocare. Mi piace come si gioca oggi a calcio. L’unico problema è che difficilmente chi ha i migliori giocatori o il miglior allenatore riesce a vincere. Oggi molto dipende dalle disponibilità economiche dei clubs e questo non è un bene per il calcio. In Inghilterra su venti squadre che sono in Premier League, soltanto tre (Arsenal, Chelsea e Manchester United) - con il Liverpool subito a seguire - sono in grado di competere per il titolo. Le altre si giocano un campionato a parte. Non è sport questo!

Torniamo al Subbuteo per concludere. Alcuni giocatori di Calcio da Tavolo parlano del gioco come fosse uno sport. Cosa ne pensate? Il Subbuteo è uno sport o è il più bel gioco del mondo?
Mark
: È difficile rispondere. Quando si parla di Subbuteo come sport, penso subito a quanto potrebbe rappresentare un evento televisivo. Oggi, grazie alla tecnologia di cui si dispone, una partita di Subbuteo potrebbe essere anche trasmessa in televisione. Su Sky Sports recentemente hanno trasmesso delle partite di Backgammon. Penso che il Subbuteo, quindi, potrebbe avere anche qualche remota possibilità. E non parliamo del poker in TV! Il modo in cui il gioco si è sviluppato, decisamente più tattico - tanto da sembrare il gioco degli scacchi su un panno di stoffa - potrebbe essere apprezzato da un pubblico di spettatori più ampio. Ad ogni modo il Subbuteo è sempre un bel gioco.
Pete: Sicuramente è un gran bel gioco e non c’è niente che sia bello come il Subbuteo. Comunque se fosse considerato uno sport sarebbe interessante vederlo alle Olimpiadi: allora sì che avrebbe davvero un grande futuro!